| VISITE
GUIDATE A CASALE MONFERRATO E DINTORNI
La
Puledra mette a disposizione la propria organizzazione per pianificare
visite guidate alla volta delle principali attrazioni culturali e
turistiche di Casale Monferrato e dintorni. Per richiedere un preventivo
comprensivo di prezzi e itinerari previsti, vi invitiamo a scrivere
un'email a: lapuledra@lapuledra.it
I MONUMENTI SEMPRE APERTI
- EDIFICI PUBBLICI E RELIGIOSI

BIBLIOTECA
DEL SEMINARIO - piazza Calabiana, apertura terzo fine settimana
di marzo e settembre
La Biblioteca è stata istituita dal vescovo
P.G. Caravadossi all'inizio del Settecento e sistemata nell'attuale
sede nel 1838 su progetto di Tommaso Audisio (Moncalvo 1789-1845).
CHIESA
DELLA MISERICORDIA - piazza San Domenico, aperta in occasione
di manifestazioni organizzate dal comune
L'edificio religioso della confraternita della Misericordia
fu eretto nel 1611 su disegno di Francesco Maria Richino (Milano
1584-1638). I lavori principali della facciata, tra cui la statua
della Madonna, erano già terminati nel 1617 ad opera
dello stuccatore Giovanni Battista Viscardo. La costruzione
venne ultimata all'inizio del Settecento con la decorazione
plastica dell'interno realizzata dal luganese Giovanni Battista
Gallo. Le tele Madonna del Soccorso e Triade terrena sono da
attribuire a Giacomo Parravicino (Cassano 1660-Milano 1729)
e Sant'Antonio da Padova a Francesco Fabbrica (documentato dal
1711-1717).
CHIESA
DI SANTO STEFANO - piazza S. Stefano, orario: 9-12
Antica chiesa, ampiamente rimaneggiata
a metà del Seicento su progetto attribuito a Sebastiano
Guala. La facciata, fu ultimata alla fine del XIX secolo. All'interno,
sull'altare a sinistra, dipinto di Giorgio Alberini (Alessandria
1575/6-Casale Monferrato 1625/26 rappresentante Santa Ceclia
tra San Rocco, Sant'Evasio, Sant'Agata e San Pietro; sull'altare
centrale tela con Martirio di Santo Stefana del 1660, opera
di Francesco Cairo (Milano 1607-1665). A destra nella navata
quadro di Giovanni Francesco Caroto (Verona? 1480-1555) con
la raffigurazione del Martirio di San Sebastiano. Sulla volta
ovali con Profeti, Apostoli di Pietro Francesco Guala del 1757.
CHIESA
DI SAN FILIPPO - via della Biblioteca, orario: 9-12
La chiesa degli oratoriani venne edificata nell'ultimo quarto
del XVII secolo e consacrata nel 1721. L'interno è a
forma di croce greca coperta da una cupola affrescata alla fine
dell'Ottocento. Conserva numerosi dipinti: sul cornicione dell'altare
maggiore tela di Giovanni Peruzzini (Pesaro 1629?-Milano 1694)
raffigurante Immacolata Concezione, sulle pareti, inserite in
cornici modanate, le tele con Storie della vita e dei miracoli
di San Filippo Neri ad opera del Peruzzini, di Andrea Porta
(Milano 1656-1723) e di Federico Bianchi (Masnago 1638-1718).
CHIESA
DEL CONVENTO DI SANT'ANTONIO - via Leardi, orario: 9-11 / 15,30-17,30
da lunedì a sabato
Risplasmata a metà del Cinquecento, è stata notevolmente
alterata. Di particolare importanza sono: la tavola Genealogia
della Vergine, attribuita a Gandolfino da Roreto (notizie dal
1470 al 1510) proveniente dall'antica chiesa francescana di
Santa Maria degli Angeli, posta fuori le mura, e il dipinto
raffigurante Sant'Antonio riceve le stigmate di Guglielmo Caccia.
CHIESA
DELL' ADDOLORATA - via Vercelli, orario: 9-12/ 15-16,30 da lunedì
a sabato
Costruita nella seconda metà del '700 su disegno di F.O.
Magnocavalli, fu terminata nel 1840. La facciata si deve all'architetto
G.B. Formiglia.All'interno sono conservate due sculture: Madonna
Addolorata (datata 1700) e Crocefisso, attribuite a Felice Cassina
(Cernobbio 1652-Casale? dopo il 1700).
CHIESA
DI SANT'ILARIO - via Garibaldi - orario: 9-12/ 16-17,30 da lunedì
a sabato
La chiesa cinquecentesca oggi si presenta con le trasformazioni
tardo ottocentesche dovute all'ing. Crescentino Caselli. All'interno
sono conservati due importanti dipinti: San Francesco ai piedi
del Crocefisso e Madonna del Carmine del pittore caravaggesco
Niccolò Musso.
CHIOSTRO
DI SAN DOMENICO - piazza S. Domenico, orario 10-12/15-17
Dell'antico convento dei padri domenicani - inizio secolo XVI
si sono conservati i tre Iati del chiostro maggiore, scanditi
da robuste colonne in cotto.
CHIOSTRO
GRANDE DELL'EX CONVENTO DI SANTA CROCE - via Cavour 5, da lunedì
a domenica 10,30-12,30/ 15-18
Costruito in due periodi diversi: le colonne scanalate sono databili
alla metà del Trecento, mentre quelle ottagonali alla fine
del Quattrocento. Il ciclo di affreschi, con le Storie di Son
Nicola da Tolentino, è stato eseguito da Guglielmo Caccia
all'inizio del Seicento. Dal chiostro si accede al Museo Civico
(l'orario potete nel paragrafo riservato al museo). |
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PALAZZO
MUNICIPALE GOZANI DI SAN GIORGIO via Mameli 10, orario 9-12
da lunedì a venerdì
L'elegante edificio rìedificato ìn parte nel
1775 su progetto del conte Filìppo Nicolis de Robilant
(Torino 1723-1783) per la famiglia Gozani di San Giorgio,
venne ultimato nel 1778. Dal 1885 il palazzo è sede
dell'Amministrazione Comunale.
Presenta una facciata ripartita in tre ordini con finestre
contornate da stucchi. Il portale, formato da colonne binate,
è sormontato da un balcone con balaustra in pietra.
Sulla facciata lapide del 1888 del torinese Santino Bianchi
in ricordo dei caduti casalesi a Dogali. A destra dell'androne
ci si immette nel porticato, chiuso da una cancellata in
ferro battuto con lo stemma dei Gozani, ove sono stati collocati
i busti che riproducono le effigi dei sindaci Oggero e Savio,
la lapide commemorativa a G. Cabria, opere di L. Bistolfi
(Casale Monferrato 1859-La Loggia 1933) e il tondo in bronzo
di Odoardo Tabacchi (Valganna 1831 - Milano 1909) dedicato
a Carlo Bruna.
Il vestibolo, a sinistra dell'atrio, dà accesso al
vano dello scalone con volta abbellita da stucchi. Quattro
putti in marmo di G.B. Bernero (1736 - 1796), rappresentanti
le quattro stagioni, decorano la balaustra anch'essa in
marmo.
Dal pianerottolo ci si immette nell'ampio locale che fu
il salone da ballo e che ora è la sala per le adunanze
del Consiglio Comunale. Sulla volta, un affresco del pittore
veronese Francesco Lorenzi (1723-1787), con riquadrature
del Guidolini, raffigura Apollo con Pegaso e le Muse.
Gli altri ambienti conservano affreschi e sovrapporte dipinti
dal Lorenzi e alcuni camini e arredi dell'epoca disegnati
da Lorenzo Marini (Torino, documentato dal 1769 al 1798).
Sul cortile si affaccia la vecchia ala cinquecentesca del
palazzo, che conserva ancora un soffitto affrescato dal
Guala (Casale Monferrato 1698 - Milano 1757) raffigurante
Bacco e Arianna accolti in cielo da Venere e Cupido, contornato
dalle riquadrature del bolognese G.A. Bettini. |
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PALAZZO
MAGNOCAVALLI via Mameli 14, orario 9-12 da lunedì
a venerdì
L'inizio dei lavori di rifacimento del palazzo furono
commissionati dall'architetto Francesco Ottavio Magnocavalli
nel 1732 con pagamenti al capomastroarchitetto Giacomo
Zanetti (Lugano 1696?-Casale Monferrato 1735), di cui
èdocumentata l'attività in altri importanti
cantieri casalesi: Santa Caterina, Palazzo Treville, Palazzo
Grisella, Chiesa di San Pietro Apostolo. Il portale in
pietra èforse attribuibile a Benedetto Alfieri,
presente a Casale nel 1736; per la balaustra del balcone
sono accertati i lavori della famiglia di marmo rari Pelegatta
di Viggiù. L'androne, scandito da pilastri, si
apre su un cortile delimitato sul Iato ovest da un'ala
del palazzo costruita nella seconda metà del '700.
Lo scalone, che si avvita intorno a due colonne, risulta
di particolare bellezza per l'effetto monumentale, nonostante
sia stato ricavato in uno spazio ristretto; il vano è
illuminato da finestre a specchio e decorato con stucchi;
l'affresco della volta è attribuito a Bartolomeo
Rusca. Ai piedi della scala statua lignea del 1737 eseguita
da Gerolamo Lurasco detto il Grisone. Il palazzo è
stato acquistato dal Comune nel 1979. |
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I MONUMENTI DI CASALE
MONFERRATO
Castello
(temporaneamente chiuso per restauri)
Chiesa di Santo Caterina *
Teatro Municipale *
Chiesa di San Paolo
Torre civica *
Cattedrale di Sant'Evasio
Chiesa di San Domenico
Oratorio di Gesù *
Chiesa di San Michele *
Palazzo Municipale Gozani di San Giorgio
Tesoro del Duomo (orario nel paragrafo in fondo alla pagina)
La
seconda domenica di ogni mese e il sabato che la precede, in
occasione della Mostra di San Giuseppe (terzo fine settimana
di marzo), della Festa del Vino (terzo fine settimana di settembre)
i monumenti sono aperti nel seguente orario:
sabato
e domenica dalle 15 alle 17,30
*aperti anche domenica dalle 10 alle 12
È
possibile partecipare gratuitamente alla visita organizzata,
a cura dell'Associazione "Orizzonte Casale", nella
giornata di domenica alle ore 15,30 (ore 15 mesi invernali);
punto di partenza Chiosco Informazioni Turistiche, piazza Castello.
Ogni
fine settimana sono aperti i Musei:
Museo
Civico e Gipsoteca Bistolfi
Ex convento di Santa Croce
via Cavour 5, tel. 0142444309
sabato, domenica e festivi (escluso Natale e Capodanno)
10,30-13 / 15-18,30
Per visite infrasettimanali, informazioni, prenotazioni, attività
didattica: tel. segreteria 0142444249
Sinagoga
e Musei Ebraici
vicolo Olper 44, tel. 0142 71807
domenica 10-12 / 15-17
Chiuso il sabato e nelle principali festività ebraiche.
Durante la settimana visite su prenotazione.
Informazioni:
te!. 0142444249 - 0142 444330 - 0142 444309 - 0142 444339
Materiale promozionale:
Chiosco Informazioni Turistiche, piazza Castello Museo Civico,
via Cavour 5. |
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SINAGOGA
E MUSEI EBRAICI - vicolo Olper 44
La Sinagoga fu edificata alla fine del XVI secolo e rimaneggiata
nell'Ottocento. Nei matrone i è sistemato il Museo
Ebraico formato da numerosi oggetti liturgici in argento;
nel seminterrato è ospitato il Museo dei Lumi.
MUSEO CIVICO E
GIPSOTECA BISTOLFI - via Cavour 5
Negli antichi ambienti dell'ex convento di Santa Croce
sono esposti dipinti, sculture lignee, ceramiche (dal
XIII al XIX secolo) appartenenti alle Civiche Raccolte.
La Sala Archeologica ospita reperti di epoca longobarda
rinvenuti in Monferrato.
La Gipsoteca dello scultore Leonardo Bistolfi (1859-1933)
è costituita da centosettanta opere: bozzetti,
modelli realizzati in in terracotta, gesso, marmo e bronzo.
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IL CASTELLO
DEI PALEOLOGI |
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| IL
CASTELLO DI CASALE MONFERRATO piazza Castello
Il
castrum o castellum ricordati nelle fonti documentarie casalesi
anteriori alla metà del XIV secolo non è un edificio
castellano, bensì il nucleo più antico dell'abitato,
circostante la chiesa di Sant'Evasio, protetto da un recinto
fortificato probabilmente fin dal X secolo.
Agli inizi della seconda metà del '300, Giovanni Il Paleologo
marchese di Monferrato, ben deciso ad imporre la sua autorità
in Casale, importante borgo al confine coi domini viscontei,
diede inizio alla costruzione dell'attuale Castello, entrando
in forti contrasti con il Comune, ostile all'iniziativa. Nonostante
l'opposizione dei Casalesi, i lavori vennero portati a termine
entro il 1357, anno in cui l'edificio viene nominato come ormai
esistente. Il Castello dunque non nasce tanto per difendere
il borgo casalese, ma piuttosto come strumento di controllo
sul borgo medesimo da parte dei signori di Monferrato. Posto
sul limite della cinta muraria urbana, forse addirittura costruito
su una delle porte, quella di Aquarolio, da una parte dominava
tutto l'abitato, dall'altra guardava la strada che proviene
dalle colline, dove più forte era la posizione del marchese.
Negli stessi anni, Giovanni II costrui un altro ganglio fortificato,
la Rocchetta, in prossimità della porta Vaccaro (nei
pressi dell'attuale piazza Statuto); un secondo edificio, quindi,
posto ugualmente sulle mura urbane e finalizzato alla miglior
sorveglianza del borgo. Dell'originario Castello sappiamo che
era di forma quadrangolare, con torri d'angolo e una torre gronde,
residuo forse dell'antica porta di Aquarolio inglobata nella
costruzione e che si direbbe essere quella ancora oggi visibile
quasi in asse con via Saffì; alle mura si agganciavano
cammini di ronda e bertesche in legno; il complesso era difeso
all'esterno da un fossato, da una siepe e da un rivellino a
forma di torre sul versante "extra burgum".
Quando nel '400 Casale assunse un ruolo di capitale all'interno
del marchesato di Monferrato, ottenendo nel 1474 il titolo di
città, anche il Castello, divenuto sede della corte,
cambiò volto in seguito alle ristrutturazioni dei marchesi
Guglielmo VIII (1464-1483) e Bonifacio V (1483-1494). Sappiamo
che in esso esistevano l'appartamento del marchese e quello
della consorte, imperniati sulla camera "cubicolare"
cioè la camera da letto, ove si stendevano i documenti
pubblici, si ricevevano le autorità e si organizzavano
feste. Si trovavano poi camere per gli ospiti e la cappella
dipinta dal pittore sforzesco Cristoforo Moretti. Di tutti questi
ambienti si è persa traccia, a causa delle pesanti trasformazioni
successive.
Con il traumatico e contestato passaggio di Casale e del Monferrato
ai Gonzaga di Mantova, alla morte dell'ultimo marchese Paleologo,
in coincidenza con l'aprirsi di un'epoca contrassegnata ovunque
da guerre e distruzioni, il Castello venne rinforzato, in risposta
alle nuove tecniche belliche, che prevedevano un uso sempre
più massiccio dell'artiglieria, nel decennio fra il 1560
e il 1570 si intervenne pesantemente sulle mura, ispessendole
e trasformando i due lati lunghi in linee spezzate; la pianta
assunse la forma esagonale che ancora oggi vediamo. Le torri
furono rafforzate e vennero costruiti quattro rivellini di nuova
foggia, uno su ogni lato.
Agli inizi del secolo XVII, pur in presenza della Cittadella,
il Castello manteneva importanza come fortezza, ma, soprattutto,
riprese a svolgere la funzione di sede di corte: per motivi
diplomatici spesso i duchi di Mantova, impegnati in frequenti
trattative con i Savoia, vi soggiornarono. Sappiamo che a più
riprese, nei primi anni del '600,Vincenzo I fece abbellire il
Castello, arricchendolo anche con quadri e opere d'arte esposti
nella "galleria nova", intesa come sala espositiva,
della fortezza.
Altro momento di splendore il Castello conobbe durante il principato
del duca Carlo il Gonzaga-Nevers (1637-1665), che più
volte risiedette in città con tutta la sua corte dando
un notevole impulso alla vita mondana e culturale di Casale.
Carlo Il continuò la politica di abbellimento del Castello,
anche con l'acquisizione di altri quadri per la galleria.
Con la crisi della dinastia gonzaghesca, il Castello di Casale
andò incontro ad un declino inarrestabile. Dopo il passaggio
della città e del Monferrato ai Savoia, nel 1708, per
il Castello inizia il lunghissimo periodo di utilizzo a caserma
durato fino a ieri; si curano le strutture difensive ma poco
per volta spariscono o vengono distrutti i preziosi arredi,
gli stucchi, le tappezzerie, i quadri che avevano impreziosito
l'edificio in età paleologa e gonzaghesca. A metà
del secolo XIX, dopo lo sfortunato epilogo della I Guerra d'Indipendenza,
Casale, per volontà soprattutto del conte di Cavour,
venne fortificata in previsione di una ripresa della guerra
con l'Austria. Si rifece la cinta muraria, si ricostruì
in parte la Cittadella, e anche il Castello fu inglobato nella
struttura difensiva. A ricompensare la cittadinanza dei notevoli
disagi subiti, lo Stato sabaudo decise l'abbattimento del rivellino
orientale del fortilizio, quello rivolto verso la città,
permettendo così la creazione di un vasto spazio pubblico,
l'attuale Piazza Castello, che il Comune potè adibire
a sede di mercato e fiere. Lo spianamento avvenne fra il 1857
e il 1858. Con l'avvento dell'Unità d'Italia, anche gli
altri tre rivellini divennero superflui, per cui tra il 1887
e il 1904 vennero anch'essi demoliti, originando la grande piazza
attuale. Al posto del rivellino sud, nel 1907, fu eretto il
Mercato Pavia, che prese il nome dal ricco benefattore e filantropo
ebreo che aveva lasciato una forte somma di denaro al Comune;
molti anni dopo, sul sito del rivellino nord, furono creati
gli attuali giardinetti.
Pier Luigi Muggiati
Notizie
tratte da:
Associazione Casalese Arte e Storia, /I Castello di Casale Monferrato,Atti
del Convegno di studi 1-2-3 ottobre 1993,Villanova Monferrato,
1995.
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I MONUMENTI
DI CASALE MONFERRATO |
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Abbondio
Sangiorgio (Milano 1798-1879)
Monumento equestre a Carlo Alberto, 1843 piazza Mazzini.
L'Amministrazione Comunale commissionò il monumento
del re sabaudo come tangibile ringraziamento per aver scelto,
nel 1838, la città per l'insediamento della seconda
Corte d'Appello del Piemonte e la costruzione del primo
ponte sul Po.
Il disegno del basamento in pietra si deve al poliedrico
artista Pelagio Palagi (Bologna 1775-1860). |
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Francesco Porzio
(Vercelli 1855-1911)
Monumento alla Difesa di Casale, 1897, piazza Castello
Il monumento fu innalzato per commemorare la strenua difesa
della città contro le truppe austriache, avvenuta
nel marzo del 1849, dopo la sconfitta dell'esercito piemontese
nella Prima Guerra d'Indipendenza. |
Leonardo Bistolfi
(Casale Monferrato 1859 La Loggia 1933)
Monumento a Urbano Rattazzi, 1887 piazza Rattazzi
Il monumento fu voluto dai cittadini per ricordare il forte
impegno politico dell'alessandrino Rattazzi a favore dell'Unità
d'Italia e la sua lunga attività di avvocato svolta
nel Foro Casalese. |
Benedetto Cacciatori
(Carrara 1794-1871)
Monumento a Luigi Canina, 1865 piazza Santo Stefano
La statua venne eretta per ricordare il noto architetto
e archeologo casalese che a Roma svolse l'importante funzione
di commissario pontificio per l'antichità e in città
si prodigò per il restauro della cattedrale. |
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CHIESA
DI SANTA CATERINA piazza Castello
La chiesa delle monache domenicane, edificata da Giacomo
Zanetti (operante a Casale dal 1717 al 1732) su progetto
di Giovanni Battista Scapitta (Moncalvo 1653-Casale 1715),
fu consacrata nel 1726. La facciata, con un leggero andamento
curvilineo formato da lesene e colonne poste in avanti in
prossimità del portale, è scandita in piani
da cornici aggettanti e culmina con un frontone modanato.
Una decorazione in stucco con foglie d'acanto modella i
due piani della facciata, dietro la quale si eleva il tamburo
su cui posa la cupola con un lanternino. L'interno, dominato
dallo spazio verticale dell'ellisse del tamburo e illuminato
da finestre sagomate, è interamente affrescato. Sino
al cornicione operò Giovanni Carlo Aliberti (Canelli,
1670-1727) con raffigurazioni di Santi e Allegorie delle
Virtù, mentre il tamburo e la cupola furono dipinti
dai poco noti pittori Benaschi e Vittore. La statua della
Vergine Assunto, collocata sull'altare maggiore, fu eseguita
nel 1780 dallo scultore Giovan Battista Bernero (Cavallerleone
1736-Torino 1796). |
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TEATRO
MUNICIPALE piazza Castello
L'attuale teatro, formato da una platea a forma di ferro
di cavallo con quattro ordini di palchi e loggione, sorge
sull'area che già all'inizio del Seicento era occupata
da una costruzione in cui venivano rappresentati spettacoli
vari. La Società dei Nobili, costituitasi dopo la
metà del Settecento, allo scopo di ottenere l'autorizzazione
dal re di Sardegna per l'edificazione del nuovo teatro in
muratura, diede inizio ai lavori nel 1785. Il progetto venne
richiesto ad Agostino Vitoli (attivo dal 1781 al 1802) architetto
di origine umbra, ma di formazione romana. Inaugurato nel
1791, già negli anni trenta dell'Ottocento furono
apportate alcune modifiche. Angelo Moja (Milano 1806-1880)
dipinse il plafone della platea, realizzato in cannicciato
e stucco, con la raffigurazione delle Muse. Le cariatidi
in stucco, che sorreggono i tendaggi del palco reale, furono
modellate da Abbondio Sangiorgio (Milano 1798-1879) su disegno
di Pelagio Pelagi (Bologna 1775Torino 1860); le decorazioni
dei palchi vennero realizzate anch'esse in stucco ad opera
di Leone Buzzi (attivo a Casale nel 1839). La Società
dei Nobili cedeva il teatro al Comune nel 1861. Dal secondo
dopoguerra fu chiuso al pubblico e venne riaperto nel 1990
dopo i necessari restauri. |
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TORRE
CIVICA via Saffi
Costruzione in mattoni
a pianta quadrata rischiarata da piccole monofore; la parte
inferiore appartiene alla primitiva costruzione risalente
al secolo XI. Innalzata primariamente per scopi difensivi,
divenne nel tempo il simbolo del potere comunale. All'inizio
del Cinquecento i Paleologi, marchesi di Monferrato, commisero
all'architetto e scultore Matteo Sanmicheli (Porlezza, attivo
dal 1480 al 1528) il coronamento a forma di loggia. Anch'essa
a pianta quadrata, è formata da quattro bifore, sormontata
da una loggetta a forma ottagonale culminante con un colonnato,
ricoperto da un cupolino, ornato da delfini.Ammodernata
attraverso i secoli con intonaci dipinti e decorazioni in
stucco, è stata portata alle forme attuali nel restauro
effettuato nel 1920. |
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CHIESA DI SAN PAOLO
via Mameli
orario: 9,30-12 da lunedì a sabato
La costruzione per i padri Barnabiti ebbe inizio nel 1568
su progetto dell'architetto milanese Lorenzo Binago (1554-1629)
e ultimata nel 1595.
Nel presbiterio sono collocati i quadri La conversione di
San Paolo e La decollazione del santo, eseguiti da Guglielmo
Caccia detto Il Moncalvo (Montabone 1568Moncalvo 1625).
Sono dello stesso autore le due tele poste nella cappella
di San Matteo (ad esclusione della Vocazione di San Matteo
dipinto da Francesco van Casteel nel 1598), l'Assunta e
gli ovali con la raffigurazione delle Virtù teologali
e cardinali. |
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LA
CATTEDRALE DI SANT'EVASIO largo Angrisani
orario: 9-12/ 15-18 da lunedì a sabato
La chiesa di Sant'Evasio consacrata nel 1107 da Papa Pasquale
Il, fu eretta a sede vescovile nel 1474. La facciata, ad
esclusione della parte superiore del portale d'ingresso
e degli archetti rampanti, è una manomissione dell'architetto
Edoardo Arborio Mella (Vercelli 1808-1884) che a metà
dell'Ottocento riplasmò la cattedrale. Il recente
restauro del vasto atrio-nartece (200 I) ha messo in evidenza
una straordinaria decorazione con bassorilievi, paraste
e capitelli romanici. Sul nartece si aprono cinque navate
con volte a costoloni sorrette da alti pilastri ornati da
capitelli rimodellati a metà Ottocento.Ai muri perimetrali
della chiesa sono addossati gli altari che hanno subìto
numerose modifiche. Nel presbiterio a sinistra è
collocato il Monumento funerorio del vescovo Tibaldeschi,
opera di Matteo Sanmicheli. Del pittore Costanti no Sereno
(Casale 1829-Torino 1893) sono le figure di Santi e Angeli
nella calotta del coro, eseguite nel 1860 con la tecnica
della tempera a secco. A destra Monumento funerorio Gambero
del Sanmicheli e altare della Madonna delle Grazie formato
dai rilievi cinquecenteschi dell'antico altare di Sant'Evasio,
attribuiti agli scultori G. Della Porta, A. Busti detto
il Bambaia e C. Lombardi. Sulla navata a sinistra si affaccia
la cappella della città di Casale dedicata a Sant'Evasio,
fatta erigere nella seconda metà del Settecento su
disegni di Benedetto Alfieri, modificati da Luigi Michele
Barberis (Torino, documentato dal 1755 al 1797): i bassorilievi
sono opera di Giovan Battista Bernero e l'affresco della
volta di Giovan Battista Ronchelli (Cabiaglio 1715-1788).
AI centro della Cattedrale Crocifisso in legno ricoperto
dì lamine d'argento della seconda metà del
XII secolo, di artisti lombardi.Dal presbiterio si accede
agli ambienti ove è esposto il Tesoro del Duomo (orario
nel paragrafo in fondo alla pagina). |
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CHIESA
DI SAN DOMENICO piazza San Domenico
La costruzione della chiesa dei padri domenicani è
legata alla scelta, operata da Guglielmo VIII, di eleggere
Casale a sede della corte monferrina. L'edificazione, iniziata
nel 1474 in forme gotiche, venne proseguita all'inizio del
Cinquecento con l'apposizione sulla facciata di un portale
rinascimentale ad opera di maestranze lombarde. L'interno
è scandito in tre navate da pilastri che reggono
volte a crociera.
Di particolare interesse: le acquasantiere di inizio Cinquecento
e, dello stesso periodo, l'affresco staccato Madonna con
Bambino tra i santi Domenico e Giovanni Battista della bottega
di Giovanni Martino Spanzotti; nel transetto il dipinto
di Guglielmo Crosio (Trino 1585-1626) La battaglia di Lepanto
datato 1626; nella Cappella la Raffigurazione dei misteri
del Rosario di Giorgio Alberini; sulla cimasa dell'altare
tela raffigurante Dio padre di Niccolò Musso (Casale
Monferrato I 585-dopo il 1622). Del Musso è anche
il dipinto La Madonna del Rosario datato 1618.
Due grandi tele dì Pier Francesco Guala Il miracolo
del libro e La resurrezione di Felice Orsini occupano il
presbiterio, modificato a metà Settecento dall'architetto
Francesco Ottavio Magnocavalli (Casale Monferrato 1707-Moncalvo
1789). Del 1724 è il dipinto di Guala La battaglia
degli albigesi collocato nel transetto a destra. Nel penultimo
altare tavola fiamminga Madonna delle Grazie, degli inizi
del Cinquecento e, a Iato dell'ingresso, Monumento funebre
di Benvenuto Sangiorgio attribuito a Matteo Sanmicheli. |
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CHIESA
DI SAN MICHELE via Della Rovere
Alla confraternita di San Michele, o dei Nobili, fu concesso
all'inizio del XVI secolo, un appezzamento del cimitero
della Cattedrale. L'aula, a pianta ottagonale, è
sormontata da una cupola affrescata dal pittore pavese Giovanni
Antonio Cassano, che iniziò i lavori nel 1597. Sono
raffigurate le Storie dei tre arcangeli Michele, Raffaele
e Gabriele. Ogni storia è separata da una decorazione
a mascheroni e grottesche. Del 160 I sono i lavori di stucco.
I dipinti che ornano attualmente la chiesa Annunciazione,
Annuncio ai Pastori, Natività, San Michele Arcangelo,
Assunta con San Francesco e Monaco Certosino, Riposo in
Egitto sono stati attribuiti dallo studioso Giovanni Romano
a Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo datandoli prima del
1614. Del dipinto San Michele Arcangelo si conserva alla
Biblioteca Reale di Torino il disegno preparatorio. La sesta
tela Il sogno di San Giuseppe, datata 1627, è opera
di Guglielmo Crosio. |
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ORATORIO
DEL GESU via Piccaroli
Fu edificata dai confratelli della Compagnia degli Angeli.
L'edificio, a navata unica, risale all'inizio del Cinquecento;
della metàdel secolo è il soffitto a cassettoni
decorato con rosoni e monogramma di Cristo, simbolo di San
Bernardino da Siena. Sulla parete a sinistra è collocato
il polittico della bottega di Martino Spanzotti, di inizio
del XVI secolo, raffigurante al centro Madonna con Bambino
e Sant'Anna; negli scomparti San Michele e San Bernardino
e San Francesco e San Giuseppe, sormontati dalla lunettao
con la Deposizione di Cristo e due tondi con Angelo e Annunziato.
AI centro del coro è posizionato il dipinto su tavola
di Bernardino Lanino (documentato a Vercelli, 1528-1581)
datato 1554 raffigurante La circoncisione di Cristo; a destra
dipinto su tela di P. F. Guala raffigurante l'Assunta.
Nel corso dell'ottocento la posizione dell'altare è
stata ribaltata. |
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CHIESA
DI SAN PIETRO APOSTOLO via Paleologi
apertura terzo fine settimana di marzo e settembre
Eretta
su disegno di F. Gallo (Mondovi, 1672-1750) con la collaborazione
di G. Zanetti nel 1728. Nel coro tempi etto in legno,
intagliato e dorato, della fine del Seicento. attribuito
allo scultore valsesiano G. B. Guala Molino (documentato
dal 1690 al 1709), formato da colonne tortili che incorniciano
le statue di San Pietro, San Paolo e San Matteo. Ai Iati
della navata, altare con statua lignea dorata e dipinta
rappresentante la Vergine con il Bambino di metà
Settecento, e tela rappresentante il Beato Amedea di Savoia,
attribuita al pittore Sesino (inizio sec. XVIII). Sulle
pareti della chiesa dipinti raffiguranti gli Apostoli,
attribuibili a Giorgio Alberini.
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1)
Leonardo Bistolfi
(Casale Monferrato 1859 - La Loggia 1933)
Monumento ai Caduti, 1928 giardini pubblici
Come in tutti i comuni italiani dopo la Prima Guerra Mondiale
venne eretto anche a Casale un monumento commemorativa ai concittadini
morti durante il periodo bellico. L'amministrazione si rivolse
a Bistolfi che progettò un'opera grandiosa con le statue
bronzee del Fante e della Primavera italica contenute in un'esedra
marmorea formata da quattro vittorie alate.
2)
Leonardo Bisfolfi
(Casale Monferrato 1859 La Loggia - 1933)
Monumento a Giuseppe Antonio Ottavi, 1890 giardini pubblici
Il ritratto dell'agronomo di origine corsa fu commissionato
a Bistolfi dagli allievi e dagli amici in ricordo della sua
lunga attività di docente e di pubblicista con il giornale
"Il coltivatore" da lui fondato.
3)
Odoardo Tabacchi
(Valgamma 1831 - Milano 1905)
Monumento a Giovanni Lanza, 1887 giardini pubblici
A Casale non poteva mancare il monumento all'unico casalese
che ricoprì l'incarico di Presidente del Consiglio e
che, nel 1870, diede ordine alle truppe italiane di occupare
la città di Roma per farne la capitale d'Italia.
4)
Giacomo Ginotti (Gravagliana 1837 Torino 1897)
Monumento a Filippo Mellana, 1887 giardini pubblici
Grazie al cospicuo lascito del parlamentare risorgimentale Mellana,
il Comune potè sostenere le spese per erigere i monumenti
a Lanza e a Rattazzi. Come pubblico ringraziamento Mellana venne
effigiato in una statua bronzea.
5)
Primo Giudici
(Viggiù 1852 - Lodi 1905)
Monumento a Giuseppe Garibaldi, 1884 giardini pubblici
Al pari di altre città italiane anche Casale, grazie
ad una sottoscrizione pubblica, innalzò due anni dopo
la morte di Giuseppe Garibaldi un monumento al valoroso generale
delle Guerre d'Indipendenza. |
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4
MUSEI, UN SOLO BIGLIETTO
• Museo
Civico e Gipsoteca Bistolfi
•
Cattedrale di Sant'Evasio e Tesoro del Duomo
•
Sinagoga
e Musei Ebraici
•
Parco Naturale del Sacro Monte di Crea e Cappella
detta "Il Paradiso"
La tessera MOMU - Monferrato
Musei -, che dà libero accesso per un anno alle
quattro realtà museali. è acquistabile presso
le singole sedi.
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TESORO
DEL DUOMO largo Angrisani
(ingresso dalla Cattedrale)
seconda domenica del mese
e sabato che la precede
orario: SABATO 9-12/14,30-17,00 DOMENICA 14,30-17,00 chiuso
nelle principali festività religiose.
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PARCO
NATURALE DEL SACRO MONTE DI CREA Cappella del Paradiso -
Serralunga di Crea
da pasqua a giugno: festivi
luglio: sabato e festivi
agosto: sabato, festivi, e infrasettimanali
settembre, ottobre: festivi
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